IL PROGETTO E LA STORIA DIETRO AL FILM

Adil Azzab e Magda Rezene, che insieme ad Andrea Pellizzer firmano la regia del film, si conoscono, giovanissimi, in un Centro di Aggregazione Giovanile di Milano. Dopo qualche anno partecipano come tutor a un campus di formazione multimediale per adolescenti, organizzato e gestito da Andrea e da Gabrio Rognoni.

Una sera Adil racconta la sua esperienza di migrazione. La potenza della storia, e insieme la sua semplicità, fa nascere l’idea di narrarla attraverso un lungometraggio.

Adil e Magda partono per il Marocco: il primo montaggio del loro girato diventa la base per dare vita al crowdfunding che permetterà di raccogliere un piccolo budget per realizzare il film.

“Sarebbe la prima volta che un ragazzo che non sa niente di cinema arriva in un altro paese, impara a fare un film e racconta la sua storia”. Con queste parole Gabriele Salvatores, intervistato dai due giovani registi, dà il suo sostegno al progetto. Anche Tahar Ben Jelloun, lo scrittore francese più tradotto al mondo, si interessa al progetto e offre il suo sostegno alla campagna di crowdfunding.

Il gruppo Imagine Factory, di cui Andrea, Magda e Adil fanno parte,  insieme a Gabrio Rognoni e Roberta Villa, realizza il lungometraggio tra il 2014 e il 2015. Dopo quasi due anni di lavorazioni, il film viene presentato per la prima volta l’8 aprile 2016 al Cinema Palestrina di Milano, all’interno del Festival del Cinema Africano, d’Asia e dell’America Latina.

Nei mesi successivi My Name is Adil partecipa a più di 20  festival internazionali e ottiene importanti riconoscimenti, tra i quali il patrocinio di Amnesty International Italia, Emergency e Associazione Sulle Regole.

Grazie alla collaborazione con Unisona, questo piccolo film indipendente arriva nelle sale cinematografiche italiane nel 2017. Tra il 2017 e il 2020, My name is Adil viene visto da oltre 25.000 studenti delle scuole secondarie inferiori e superiori, con centinaia di proiezioni dedicate.

Oggi, oltre che sulla piattaforma Keaton di Unisona dedicata alle scuole, My name is Adil è disponibile su Amazon Prime, distribuito da Direct to Digital.

La storia dietro il film dimostra che oggi è possibile, anche per giovani registi e con un budget contenuto, realizzare opere prime di qualità. Testimonia, soprattutto, la forza di un sogno e le possibilità che possono nascere dall’accoglienza e dall’incontro con gli altri.

Buona visione.

IL FILM – SINOSSI

“My name is Adil” è la storia vera di Adil Azzab, un bambino cresciuto nella campagna marocchina che a 13 anni raggiunge il padre emigrato in Italia.

Nel paese da cui proviene Adil, fin da piccoli i bambini lavorano nei pascoli, gli adulti possono essere rudi e studiare è un privilegio per pochi. Adil sa che restare in Marocco significa avere un destino segnato: quello dei giovani pastori invecchiati precocemente che vede intorno a sé.

Stanco dei maltrattamenti dello zio e consapevole dell’assenza di prospettive, il ragazzino decide di raggiungere il padre, emigrato da anni in Italia per lavorare e mantenere la famiglia. Andarsene offre delle possibilità, ma è anche una frattura, una separazione dolorosa dalla propria storia, dai propri affetti e dalla comunità.

Il film accompagna lo spettatore in un viaggio di scoperta di un nuovo mondo attraverso gli occhi del giovanissimo protagonista. Adil si confronta con la durezza dell’esperienza migratoria, trovando un’Italia diversa da come se l’era immaginata, ma vive anche nuove esperienze che cambieranno per sempre la sua vita e il suo futuro.

Il cerchio si chiude quando il protagonista, ormai adulto, ritorna nel suo paese dopo 10 anni di assenza: un viaggio alla riscoperta delle proprie radici che lo aiuta a intrecciare i fili della sua storia e della sua identità, perché “solo se conosci da dove vieni, puoi sapere chi sei”.

Girato tra la campagna marocchina e Milano e realizzato con attori non professionisti, il lungometraggio “My name is Adil” racconta un percorso di crescita tra mondi e culture differenti e rappresenta una storia esemplare, capace di far riflettere ed emozionare, affrontando i temi della migrazione e dell’identità culturale a partire da una prospettiva inedita: quella dei bambini e dei ragazzi.

PREMI E RICONOSCIMENTI:

2016

– Vincitore della sezione “Open Frontiers” – Ventotene Filmfestival
– Vincitore della sezione “Best Arabic Movie” – Alexandria Mediterranean Filmfestival
– Vincitore della sezione “Migration and coexistence” – Religion Today Filmfestival di Trento
– Vincitore come “Best Feature Film” – Miami Indipendent Festival – Monthly edition

2017

– Vincitore prix des Cine Clubs: Tangiers international Film festival

PARTECIPAZIONE A FESTIVAL NAZIONALI E INTERNAZIONALI

– 26° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, Milano (Italia)
– 32° Mediterranean Countries Film Festival, Alessandria (Egitto)
– 2° Arabisches Film Festival, Tubingen (Germany)
– Arusha African Film Festival, Antigua (Stato di Antigua and Barbuda, Caraibi)
– 16° Beirut International Film Festival, Beirut (Libano)
– Diamond in The Rough Cut – Indie Film Festival – Bristol, Pennsylvania (U.S.A.)
– 9° Edizione Film Festival del Garda, San Felice del Benaco (Italia)
– 3° Edizione Immigration Film Festival – Washington D.C. (U.S.A.)
– 2° Independent Film Festival, Miami (U.S.A.)
– 5° MICGENERO – Muestra International de Cine – Città del Messico (Messico)
– 5° Religion Today Film Festival, Trento (Italia)
– Long Beach Indie Film Festival (U.S.A.)
– The Royal African Society’s Annual Film Festival, Londra (UK)
– 19° Festival Internacional de Cine – Icaro, Città del Guatemala (Guatemala)
– I Filmmaker International Filmfestival Marbella, Marbella (Spagna)
– 18° Tangier International Film festival ( Marocco ) – ( 3/11 Marzo 2017 )

Motivazioni patrocinio Amnesty International Italia

“Per come è nato questo film, che è un esempio di come l’arte e i diritti umani siano motore di integrazione e cambiamento, e per la sua realizzazione, un racconto sulla possibilità di cercare un nuovo futuro, senza dimenticare le proprie radici”.

 Motivazioni patrocinio Associazione Sulle Regole

“Una storia semplice e intensa di chi ha saputo riappropriarsi del diritto allo studio e della libertà di scegliere come disegnare il proprio futuro”